Le 6 caratteristiche del traduttore specializzato nel mondo dei motori

La traduzione è una vera e propria competenza: non basta parlare una lingua più o meno bene per poterla tradurre. La traduzione richiede competenze linguistiche e redazionali, ma anche altre qualità che all’apparenza potrebbero sfuggire. Quali qualità cercare in un traduttore specializzato in sport motoristici?

Ecco le 6 caratteristiche che il traduttore deve avere per entusiasmare la tua community.

Numero 1: avere un cuore che batte per il mondo dei motori

Un bravo traduttore del motorsport è anche un grande appassionato del settore. Non a caso un traduttore specializzato lavora per il 90% del tempo a contenuti dedicati alla sua più grande passione. Essere grandi fan è dunque essenziale per evitare di perdere l’entusiasmo.

Inoltre, amare ciò che si sta traducendo permette di immergersi senza paura in operazioni tecniche piuttosto astruse. Se trascorrere le serate studiando la meccanica dei fluidi, la tecnologia funzionale dell’automobile o la composizione di uno pneumatico ti sembra affascinante, allora ti deve proprio piacere quello che fai!

Ciò che rende un testo vivo e accattivante è la passione. Se il traduttore si entusiasma davanti a un Gran Premio di Formula 1, sarà anche in grado di trasmettere tutte le sue emozioni al pubblico.

Avere passione significa anche creare degli striscioni
Numero 2: essere disponibile a lavorare anche nel fine settimana

Tradurre per il motorsport significa per lo più lavorare di sabato e domenica. La stagione 2024 di Formula 1 prevede 24 Gran Premi, mentre le gare di MotoGP™ saranno 21. E questo senza contare il WEC, Campionato del mondo endurance.😓

Poiché le gare si svolgono dal venerdì alla domenica, le esigenze di comunicazione (quindi di traduzione) sono numerose durante questi tre giorni. Occorre considerare anche il giovedì, (comunemente chiamato media day) in cui piloti, direttori di scuderia e membri dei team rilasciano interviste ai media (specializzati e generalisti), e il lunedì, in cui scuderie, produttori e fornitori di attrezzature pubblicano comunicati stampa sui risultati del fine settimana.

Bisogna quindi dimenticarsi della tradizionale settimana lavorativa lunedì-venerdì e rendersi disponibili nei fine settimana per soddisfare al meglio le esigenze di comunicazione del proprio cliente. Il traduttore specializzato in sport motoristici sarà dunque « in servizio » per tutto il fine settimana, come spesso mi è capitato.

Numero 3: essere un topo di biblioteca

Sebbene seguire ogni gara della stagione (che sia la Formula 1, la MotoGP o il WEC) sia essenziale per chi è appassionato, ciò non è sufficiente per diventare un traduttore specializzato in sport motoristici.

La tecnica gioca un ruolo fondamentale in questi sport. È necessario conoscere a menadito i diversi elementi che compongono una monoposto o una moto, i materiali utilizzati per creare una tuta, i processi di realizzazione di uno pneumatico, ecc.

Questo significa che il traduttore passerà le sue serate a creare glossari terminologici o a studiare tutti gli aspetti degli sport motoristici (sì, compresa la meccanica dei fluidi…), che visiterà librerie specializzate a Parigi e Milano o percorrerà i corridoi di una biblioteca universitaria per trovare il libro di cui ha bisogno.

Numero 4: possedere una buona dose di curiosità

Questa caratteristica va a braccetto con la numero 3.🧐

Se nel mondo dei motori fare ricerca significa anche guardare un Gran Premio, per essere un buon traduttore c’è bisogno di ben altro. Occorre spingersi oltre, dotarsi di carta e penna e annotare qualunque espressione interessante o che valga la pena approfondire.

Al di là delle conoscenze tecniche, il traduttore specializzato deve possedere una cultura generale in quel campo. È tenuto ad esempio a conoscere i grandi piloti della storia come Niki Lauda, Giacomo Agostini, Michael Schumacher, Valentino Rossi… Anche se questi dati generali potrebbero non essergli utili nel quotidiano, gli consentono di aumentare le conoscenze e consolidare il suo status di esperto.

Per la cultura (in senso orario): 1.Niki Lauda, 2.Giacomo Agostini, 3.Valentino Rossi, 4. Michael Schumacher
Numero 5: avere uno spiccato spirito di squadra

La traduzione è un lavoro solitario; sebbene la tecnologia moderna consenta di mettere in contatto i marchi italiani con i traduttori francofoni, il linguista deve essere in grado di collaborare a stretto contatto con il dipartimento di comunicazione del cliente. Le due parti devono lavorare all’unisono sui testi.

Il traduttore deve essere disponibile a rispondere a domande dei clienti o a fare modifiche prima della pubblicazione (spesso all’ultimo minuto). Il cliente, dal canto suo, deve essere pronto a chiarire eventuali dubbi del traduttore per consentirgli di svolgere il suo lavoro nelle migliori condizioni possibili.

Una collaborazione stretta tra cliente e traduttore è fondamentale quando si vuole ambire a una comunicazione efficace. Oltre allo spirito di squadra, il traduttore deve essere anche una persona molto empatica. Deve sentirsi parte del marchio del cliente, come se fosse un collaboratore interno.

Numero 6: avere una « bella penna »

Last but not least, il traduttore deve avere ottime competenze redazionali. Sembrerà ovvio a chi lavora con le parole ma, oltre alle competenze linguistiche indispensabili, il traduttore deve saper scrivere.

In particolare deve essere in grado di adattare il proprio stile al pubblico a cui si rivolge, al tone of voice del cliente, al tipo di pubblicazione (non sarebbe corretto tradurre allo stesso modo un comunicato stampa e una newsletter, ad esempio). In sintesi: il traduttore deve essere un mago delle parole.

Deve saper analizzare la sintassi, cambiare l’ordine delle parole o la costruzione di una frase per rendere lo stile più fluido (la lingua italiana ama le frasi lunghe, mentre il francese predilige frasi più brevi). Paradossalmente chi lavora con le parole, deve avere « orecchio » per individuare immediatamente le espressioni che « suonano male » o che compromettono la fluidità del testo (è per questo che molti linguisti fanno l’ultima rilettura ad alta voce).

Tutto questo per raggiungere l’obiettivo finale: fare in modo che il lettore abbia la percezione di leggere un testo nato in quella lingua (e non tradotto).

Le linguiste idéal existe-t-il ? En réalité, le traducteur parfait est celui qui saura parfaitement répondre aux besoins de communication de son client et sera en harmonie avec ses valeurs.

Mon expérience dans le domaine, mais surtout la passion qui m’anime depuis des décennies, fait que je saurai vous accompagner sur tous les circuits du monde (même à distance) pour vous permettre de communiquer directement avec votre public français.

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