Le 6 caratteristiche del traduttore specializzato nel mondo dei motori

La traduzione è una vera e propria competenza: non basta parlare una lingua più o meno bene per poterla tradurre. La traduzione richiede competenze linguistiche e redazionali, ma anche altre qualità che all’apparenza potrebbero sfuggire. Quali qualità cercare in un traduttore specializzato in sport motoristici?

Ecco le 6 caratteristiche che il traduttore deve avere per entusiasmare la tua community.

Numero 1: avere un cuore che batte per il mondo dei motori

Un bravo traduttore del motorsport è anche un grande appassionato del settore. Non a caso un traduttore specializzato lavora per il 90% del tempo a contenuti dedicati alla sua più grande passione. Essere grandi fan è dunque essenziale per evitare di perdere l’entusiasmo.

Inoltre, amare ciò che si sta traducendo permette di immergersi senza paura in operazioni tecniche piuttosto astruse. Se trascorrere le serate studiando la meccanica dei fluidi, la tecnologia funzionale dell’automobile o la composizione di uno pneumatico ti sembra affascinante, allora ti deve proprio piacere quello che fai!

Ciò che rende un testo vivo e accattivante è la passione. Se il traduttore si entusiasma davanti a un Gran Premio di Formula 1, sarà anche in grado di trasmettere tutte le sue emozioni al pubblico.

Avere passione significa anche creare degli striscioni
Numero 2: essere disponibile a lavorare anche nel fine settimana

Tradurre per il motorsport significa per lo più lavorare di sabato e domenica. La stagione 2024 di Formula 1 prevede 24 Gran Premi, mentre le gare di MotoGP™ saranno 21. E questo senza contare il WEC, Campionato del mondo endurance.😓

Poiché le gare si svolgono dal venerdì alla domenica, le esigenze di comunicazione (quindi di traduzione) sono numerose durante questi tre giorni. Occorre considerare anche il giovedì, (comunemente chiamato media day) in cui piloti, direttori di scuderia e membri dei team rilasciano interviste ai media (specializzati e generalisti), e il lunedì, in cui scuderie, produttori e fornitori di attrezzature pubblicano comunicati stampa sui risultati del fine settimana.

Bisogna quindi dimenticarsi della tradizionale settimana lavorativa lunedì-venerdì e rendersi disponibili nei fine settimana per soddisfare al meglio le esigenze di comunicazione del proprio cliente. Il traduttore specializzato in sport motoristici sarà dunque « in servizio » per tutto il fine settimana, come spesso mi è capitato.

Numero 3: essere un topo di biblioteca

Sebbene seguire ogni gara della stagione (che sia la Formula 1, la MotoGP o il WEC) sia essenziale per chi è appassionato, ciò non è sufficiente per diventare un traduttore specializzato in sport motoristici.

La tecnica gioca un ruolo fondamentale in questi sport. È necessario conoscere a menadito i diversi elementi che compongono una monoposto o una moto, i materiali utilizzati per creare una tuta, i processi di realizzazione di uno pneumatico, ecc.

Questo significa che il traduttore passerà le sue serate a creare glossari terminologici o a studiare tutti gli aspetti degli sport motoristici (sì, compresa la meccanica dei fluidi…), che visiterà librerie specializzate a Parigi e Milano o percorrerà i corridoi di una biblioteca universitaria per trovare il libro di cui ha bisogno.

Numero 4: possedere una buona dose di curiosità

Questa caratteristica va a braccetto con la numero 3.🧐

Se nel mondo dei motori fare ricerca significa anche guardare un Gran Premio, per essere un buon traduttore c’è bisogno di ben altro. Occorre spingersi oltre, dotarsi di carta e penna e annotare qualunque espressione interessante o che valga la pena approfondire.

Al di là delle conoscenze tecniche, il traduttore specializzato deve possedere una cultura generale in quel campo. È tenuto ad esempio a conoscere i grandi piloti della storia come Niki Lauda, Giacomo Agostini, Michael Schumacher, Valentino Rossi… Anche se questi dati generali potrebbero non essergli utili nel quotidiano, gli consentono di aumentare le conoscenze e consolidare il suo status di esperto.

Per la cultura (in senso orario): 1.Niki Lauda, 2.Giacomo Agostini, 3.Valentino Rossi, 4. Michael Schumacher
Numero 5: avere uno spiccato spirito di squadra

La traduzione è un lavoro solitario; sebbene la tecnologia moderna consenta di mettere in contatto i marchi italiani con i traduttori francofoni, il linguista deve essere in grado di collaborare a stretto contatto con il dipartimento di comunicazione del cliente. Le due parti devono lavorare all’unisono sui testi.

Il traduttore deve essere disponibile a rispondere a domande dei clienti o a fare modifiche prima della pubblicazione (spesso all’ultimo minuto). Il cliente, dal canto suo, deve essere pronto a chiarire eventuali dubbi del traduttore per consentirgli di svolgere il suo lavoro nelle migliori condizioni possibili.

Una collaborazione stretta tra cliente e traduttore è fondamentale quando si vuole ambire a una comunicazione efficace. Oltre allo spirito di squadra, il traduttore deve essere anche una persona molto empatica. Deve sentirsi parte del marchio del cliente, come se fosse un collaboratore interno.

Numero 6: avere una « bella penna »

Last but not least, il traduttore deve avere ottime competenze redazionali. Sembrerà ovvio a chi lavora con le parole ma, oltre alle competenze linguistiche indispensabili, il traduttore deve saper scrivere.

In particolare deve essere in grado di adattare il proprio stile al pubblico a cui si rivolge, al tone of voice del cliente, al tipo di pubblicazione (non sarebbe corretto tradurre allo stesso modo un comunicato stampa e una newsletter, ad esempio). In sintesi: il traduttore deve essere un mago delle parole.

Deve saper analizzare la sintassi, cambiare l’ordine delle parole o la costruzione di una frase per rendere lo stile più fluido (la lingua italiana ama le frasi lunghe, mentre il francese predilige frasi più brevi). Paradossalmente chi lavora con le parole, deve avere « orecchio » per individuare immediatamente le espressioni che « suonano male » o che compromettono la fluidità del testo (è per questo che molti linguisti fanno l’ultima rilettura ad alta voce).

Tutto questo per raggiungere l’obiettivo finale: fare in modo che il lettore abbia la percezione di leggere un testo nato in quella lingua (e non tradotto).

Le linguiste idéal existe-t-il ? En réalité, le traducteur parfait est celui qui saura parfaitement répondre aux besoins de communication de son client et sera en harmonie avec ses valeurs.

Mon expérience dans le domaine, mais surtout la passion qui m’anime depuis des décennies, fait que je saurai vous accompagner sur tous les circuits du monde (même à distance) pour vous permettre de communiquer directement avec votre public français.

👀Ne cherchez pas plus loin une traductrice spécialisée dans les sports mécaniques et contactez-moi immédiatement !

L’innovation dans les sports mécaniques

Les sports mécaniques, ce n’est pas seulement savoir qui ira le plus vite et franchira en premier la ligne d’arrivée.
C’est aussi, et surtout, un formidable laboratoire de Recherche et Développement.
Pour être le meilleur, il faut pousser l’innovation au maximum. Le mantra des sports mécaniques ? Keep pushing, que l’on pourrait traduire par « Toujours plus loin ».
Petit tour d’horizon des évolutions technologiques apparues d’abord en compétition avant d’être adoptées (et adaptées) sur la route.

Les commandes au volant : ne faire qu’un avec sa voiture

Évolution technologique désormais courante que l’on retrouve sur des voitures de tous les segments, les commandes au volant on fait leur première apparition en Formule 1.

La Scuderia Ferrari introduit en 1989 la palette de changement de vitesse au volant sur sa monoplace (même si Mauro Forghieri, directeur technique, expérimente une transmission semi-automatique dès 1979, testée par Gilles Villeneuve lui-même). En 1997, elle propose en option pour la F 355 la boîte séquentielle Formule 1 avec commandes au volant. Elle pousse l’innovation encore plus loin avec son célèbre Manettino qui fait son apparition en 2004 sur la F430 et désormais inclus sur toutes les Ferrari modernes. Le Manettino permet de régler la suspension, le contrôle de traction, le différentiel électronique et la vitesse du changement de rapport.

L’ancêtre du Manettino !

Desmosedici RR : de la piste à la route

RR pour Race Replica. On ne peut pas faire plus clair !

En 2003, Ducati présente sa nouvelle monture pour le championnat de MotoGP™ : la Desmosedici. À son guidon, Loris Capirossi remporte le Grand Prix de Catalogne à Barcelone. La Desmosedici RR est la version routière de cette bête de course (que ce même Capirossi a poussée à la vitesse maximale de 332,5 km/h sur le circuit du Mugello lors du Grand Prix d’Italie, ce qui lui valut la 2e place). Produite entre 2007 et 2008, en édition limitée (d’abord à 400 puis à 1500 exemplaires), elle est équipée d’un moteur 4 temps avec 4 cylindres en V à 90°, pour une cylindrée de 990 cm3 et une puissance de 200 chevaux.

Michelin : le pneu made in France

On ne présente plus Michelin, l’un des plus grands manufacturiers de pneus au monde, fondé en 1889 à Clermont-Ferrand (Auvergne). Michelin a fourni, et fournit encore, ses pneus aux plus importants championnats supervisés par la FIA et la FIM.

Ici aussi, la compétition est cruciale pour le développement des produits de route. Présent aux 24 Heures du Mans depuis la course inaugurale de 1923, Michelin a utilisé le circuit de la Sarthe comme banc d’essai pour ses évolutions technologiques : du pneu démontable en 1923 au pneu haute performance en 1978, en passant par le pneu radial breveté dès 1946.

Un bon pneu peut tout changer

La Smart Jacket de Dainese : l’évolution qui sauve des vies

Depuis ses débuts en 1972, Dainese collabore avec les pilotes du Championnat du monde de moto afin d’améliorer la sécurité des motards, sur la piste comme sur la route. La première véritable expérimentation fut la combinaison de Giacomo Agostini en 1975. Suivront ensuite Barry Sheen et le perfectionnement des dorsales, Max Biaggi et les premiers gants en fibres de carbone et Kevlar.

L’une des innovations les plus emblématiques de cette philosophie est la Smart Jacket. Ce vêtement sans manches et pliable est doté de la technologie Dainese D-air®, un airbag utilisé par les pilotes du MotoGP™ qui protège les dos et les points vitaux.

Bonus : la Formule 1 participe à l’effort collectif pendant la pandémie de Covid-19

Le confinement a mis le monde à l’arrête et la Formule 1 n’a pas fait exception. Mais les équipes ne se sont pas tourné les pouces : elles ont mis leurs compétences techniques en ingénierie au service de la communauté.

En Italie, Ferrari s’est associée à l’Institut Italien de Technologie de Gênes pour créer un respiratoire artificiel dont le brevet a été mis à disposition librement. En Angleterre, où la majeure partie des écuries ont leur quartier général, c’est le projet Pitlane qui a vu le jour. Les sept équipes basées au Royaume-Uni ont mis leur savoir-faire acquis en Formule 1 (comme la conception rapide ou la fabrication de prototype) pour contribuer à une commande de +20 000 appareils d’assistance respiratoire. Mercedes a été en mesure de fabriquer, en collaboration avec l’University College de Londres, jusqu’à 1000 respirateurs par jour en utilisant les machines qui servent habituellement pour les pistons et les turbos des moteurs de F1.

L’esprit de compétition pousse les constructeurs et les manufacturiers à se dépasser.
Moto, casque, voiture, pneu, airbag, etc., la route ne serait pas aussi sûre sans les innovations technologiques qui ont d’abord vu le jour en course. Quelle sera la prochaine trouvaille des écuries ?


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Fai della traduzione il tuo asso vincente nell’ambito del motorsport 🏆

Il traduttore è una figura essenziale del tuo team e della comunicazione tanto quanto lo sono i meccanici che sviluppano l’auto o la moto o il muretto box che definisce la strategia.

Perché rivolgersi alla propria comunità francese direttamente nella sua lingua? È semplice: perché la passione va condivisa!

Ti porto nel cuore dell’azione svelandoti tutti i segreti di una prestazione di successo! Scopri gli episodi della serie « Vita da traduttore » !

Episodio 1: esigenze particolari e disponibilità

All’inizio della settimana un cliente mi chiama per verificare la mia disponibilità per il fine settimana in occasione del Gran Premio d’Italia. Uno dei piloti italiani ha realizzato una livrea speciale del suo casco in occasione della gara casalinga. Il cliente in questione ha bisogno di me per una traduzione urgente: il comunicato stampa arriverà venerdì sera, dopo cena, e la traduzione deve essere pronta sabato mattina per essere distribuita alla stampa presente sul circuito prima delle qualifiche.

La richiesta non mi sorprende. Sono abituata a lavorare nel settore dei motori e so bene che posso trovarmi « bloccata » per il fine settimana (come spesso mi è capitato per altri incarichi)! Inoltre, all’inizio di ogni stagione, annoto nel mio calendario gli appuntamenti di Formula 1, MotoGP e WEC. Sono ben consapevole del fatto che dovrò lavorare a stretto contatto con l’ufficio stampa.

Episodio 2: ostacoli e soluzioni

Naturalmente la traduzione non è priva di insidie e possono insorgere difficoltà da un momento all’altro.

La prima? Il pilota è un essere superstizioso: aspetta quindi l’ultimo minuto per svelare la livrea speciale (anche al proprio OEM). Il comunicato stampa annunciato per venerdì sera di solito arriva nella notte. Non bisogna quindi dimenticarsi di puntare la sveglia per il sabato mattina per essere pronti a tradurre alle 8:00 e inviare la traduzione in tempo.

Seconda problematica: un po’ perché il pilota è scaramantico e un po’ per ragioni di privacy, non si ha accesso ad alcuna foto. Devo quindi tradurre la descrizione del casco, i suoi motivi e colori senza avere un riferimento visivo su cui contare. In questo caso conoscere bene il pilota e la cultura del suo paese è essenziale, senza dimenticare i riferimenti alla cultura pop. Anche avere un disegno dettagliato di un casco a portata di mano può essere utile per evitare lunghe ricerche terminologiche in caso di dubbi e, così, risparmiare tempo.

Episodio 3: suspense e trionfo

Dopo aver inviato la mia traduzione (spesso la 4° versione perché, nel frattempo, sono state apportate modifiche al comunicato stampa, e questo fino all’ultimo momento), attendo con impazienza e una certa dose di ansia l’ora delle qualifiche per scoprire insieme al pubblico la livrea speciale (nessun privilegio per noi traduttori!). A quel punto, con grande sollievo, scopro che i motivi descritti rispecchiano bene la grafica del casco. E poi avviene la magia: ecco la traduzione e le mie parole comparire dal vivo sotto ai miei occhi.

Questo è il momento in cui mi sento davvero orgogliosa di aver partecipato (seppur nell’ombra) a un momento di condivisione tra il pilota e i suoi fan francofoni, che hanno potuto scoprire insieme a quelli italiani la livrea speciale grazie ai dettagli divulgati dalla stampa. In seguito l’OEM darà al pubblico la possibilità di acquistare una replica del casco e gli elementi tradotti saranno riutilizzati nella scheda prodotto (che sarà arricchita con le caratteristiche tecniche).

Episodio 4: Follow-up & supporto

Essere a disposizione del proprio cliente è tanto importante quanto saper tradurre. Il cliente deve sapere che può contare sul traduttore: è una preoccupazione in meno in un fine settimana particolarmente turbolento, tra interviste, conferenze stampa, comunicati e contenuti da pubblicare sui social network. La disponibilità (anche di venerdì sera o sabato mattina) del suo traduttore di fiducia gli permette di organizzare serenamente il suo lavoro.

La mia soddisfazione sta ovviamente nell’aver realizzato una traduzione perfetta, ma anche nel sapere di aver supportato il mio cliente quando aveva bisogno di me. Condividere la stessa passione per gli sport motoristici è un valore aggiunto: parlo la stessa lingua del mio cliente e capisco perfettamente le peculiarità di questo ambito.

Ecco cosa significa tradurre per gli sport motoristici: suspense, adrenalina e passione!

Ho la fortuna di coniugare nel quotidiano la mia passione per il motorsport con la traduzione. Quando tifavo Valentino Rossi davanti alla TV, mai avrei pensato di dare il mio contributo alla storia del mondo dei motori!

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Keep pushing: errori di comprensione nel motorsport

Quando si vuole far tradurre i propri contenuti dall’italiano al francese, la specializzazione del traduttore deve essere la priorità. Perché? Rivolgersi a un esperto di motorsport (che spesso è anche un appassionato del settore) garantisce un risultato ottimale. Proprio così.

I contenuti devono essere estremamente chiari tanto nella lingua di partenza (in questo caso l’italiano) quanto in quella di arrivo (il francese) per evitare il rischio di danneggiare l’immagine del brand all’estero e di rallentarne la crescita a livello internazionale.

Ecco alcuni esempi di errori riscontrati durante le mie revisioni di testi sulla Formula 1 che un traduttore specializzato in sport motoristici non avrebbe commesso.

Le free practice non sono prove qualsiasi

Si tratta di un errore riscontrato in diversi testi e persino nei sottotitoli della serie Netflix Formula 1 Drive to survive. Se è vero che i piloti debbano effettivamente fare le prove (che si tratti di esercitazioni fisiche o simulazioni), le free practice del venerdì e del sabato sono le cosiddette « prove libere ». Mi riferisco a sessioni in cui i piloti e i team mettono a punto le vetture, ottimizzano le regolazioni e scelgono tra i diversi set di pneumatici disponibili. Per dirla in poche parole, si tratta di un momento cruciale per preparare la qualificazione del sabato e soprattutto la gara della domenica.

A proposito: non dimenticarti di pagare i traduttori Netflix!

Max Verstappen sarà anche in gamba, ma non al punto di qualificarsi 7 volte in un weekend!

In un testo che riportava il resoconto di un weekend di gara, mi sono imbattuta in una frase che annunciava l’impresa di Max Verstappen, capace di qualificarsi nientemeno che 7 volte! Senza nulla togliere al talento del tre volte campione del mondo olandese, questa circostanza è semplicemente impossibile. In questo caso, la conoscenza approfondita delle dinamiche di gara gioca un ruolo fondamentale. Siccome le famose 7 qualifiche di Verstappen mi sembravano molto bizzarre, ho deciso di indagare in maniera approfondita. Generalmente consultare Wikipedia può rivelarsi molto utile, poiché il sito riporta il resoconto dettagliato di un weekend di gara (prove libere, qualifiche, griglia di partenza, riassunto della gara, ecc.). Dopo la verifica è emerso che il pilota Red Bull si era semplicemente qualificato al 7° posto in gara. L’ordine delle cose era stato così ristabilito.

Red Bull mette veramente le ali

Vincere 7 titoli mondiali sullo stesso circuito? Difficile, ma non impossibile!🏆

In un testo che annunciava il successivo Gran Premio delle Americhe, si parlava di una scuderia che aveva vinto 7 volte il Campionato del Mondo sul circuito di Austin. Anche in questo caso, nulla di strano all’apparenza; tuttavia, un occhio più esperto troverebbe tutto ciò piuttosto improbabile, anche quando si parla di una delle scuderie migliori al mondo. Per comprendere l’errore, occorre tenere a mente il calendario di una stagione di F1: molti Gran Premi si svolgono nello stesso periodo dell’anno. Ad esempio a partire dal 1996 in avanti, escluso il periodo della pandemia di Covid-19, la stagione si apriva in Australia, precisamente a Melbourne. Se è vero che la gara americana si trova generalmente a fine stagione, vincere 7 volte il titolo in USA sarebbe una bella impresa e per farlo occorrerebbe avere un bel vantaggio sugli altri piloti, come accadde a Lewis Hamilton nel 2019. È sufficiente verificare i risultati dei vari anni per rendersi conto dell’imprecisione: si trattava infatti di 7 vittorie in gara e non di 7 Campionati del Mondo vinti.

Come dice il proverbio: « presto e bene non vanno bene insieme »

L’occhio allenato del traduttore esperto si soffermerà su imprecisioni minime a cui chiunque altro non darebbe nemmeno importanza. Ad esempio, individuare un refuso nel nome di Niki Lauda (Nikki invece di Niki); sapere che COTA (il circuito di Austin) significa Circuit Of The Americas e non semplicemente Circuit of America; conoscere la differenza tra Carlos Sainz Senior e Carlos Sainz Junior (il padre è due volte campione del mondo di rally e ha vinto 4 volte la Parigi-Dakar, il figlio è pilota di Formula 1 per la Scuderia Ferrari).

a sinistra il padre e a destra il figlio

Se è vero che dare un giudizio a una traduzione è complesso, è altrettanto vero che gli errori saltano all’occhio e possono danneggiare o addirittura screditare l’immagine di un brand o di una scuderia. Ecco perché rivolgersi a un traduttore specializzato in motorsport è fondamentale.

Gli sport motoristici fanno parte della mia vita da quando ero bambina. Fin dall’inizio della mia carriera ho avuto la fortuna di coniugare passione e traduzione. Il mio amore per questo ambito alimenta la mia competenza e mi consente di captare sin dal principio e in dettaglio le aspettative dei miei clienti.

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Les coulisses de la traduction

La traduction est essentielle. Elle est partout, mais personne ne s’en rend compte. Pensez à la dernière déclaration de votre pilote italien préféré, au compte-rendu d’une course que vous avez lu, à la biographie sur un héros de l’automobile que vous avez dévorée. Si vous avez pu lire ces articles en français, c’est grâce à la traduction.

Métier de l’ombre, elle reste un processus inconnu pour les non-initiés. Faites une authentique plongée dans les coulisses de la traduction, où vous découvrirez chaque étape qui permet de passer d’un texte en version originale à un texte dans la langue de votre communauté.

Avant : se familiariser avec le texte

Le travail d’un traducteur se découpe en 3 temps : avant, pendant, après.

Il faut dans un premier temps préparer le texte : même s’il l’a déjà lu le texte au moment d’établir le devis, le traducteur va littéralement le décortiquer, repérer les termes inconnus ou pouvant poser problème, définir le contexte, s’imprégner du style et du ton. D’abord le vocabulaire. Il s’agit de rechercher tous les termes encore inconnus et qui ne sont pas dans la base terminologique du traducteur. Il va également consulter ses ouvrages spécialisés pour avoir sous les yeux les schémas dont il a besoin. Internet est aussi un outil fondamental, par exemple, pour retrouver le compte-rendu détaillé d’une course.

Pendant : plongeon dans la traduction

D’abord, le traducteur sort sa boîte à outils. La plupart des linguistes ne travaillent pas directement sur un traitement de texte : ils utilisent un logiciel de Traduction Assistée par Ordinateur (TAO). Ce logiciel découpe le texte en segment (qui peut comprendre une seule phrase ou un paragraphe) et le disposer dans deux colonnes : d’un côté la version italienne, en face les phrases françaises correspondantes. Il va également enregistrer le travail dans une mémoire de traduction. Si la mémoire repère des phrases identiques (même partielles), elle va les proposer au traducteur : à lui d’adopter les propositions, de les adapter ou de les rejeter. La mémoire de traduction est extrêmement utile dans le cadre d’une longue collaboration : elle permet de retrouver les termes choisis (et validés par le client) et de les réutiliser. Ainsi, l’ensemble de la communication est cohérent et homogène.

Le traducteur peut ajouter à son logiciel de TAO une base terminologique, c’est-à-dire un glossaire bilingue qu’il a constitué au fil de ses différentes prestations. Elle comprend les termes italiens et leurs traductions en français. Il est également possible d’ajouter des notes (par exemple sur les différentes traductions potentielles selon le contexte) ou des sources.

Glossaire, logiciel de traduction, correcteur orthographique : les outils essentiels du traducteur

Il est venu le temps de la traduction. Après tout ce travail de préparation, c’est enfin le moment de traduire. Combien de temps faut-il au traducteur pour produire un texte prêt à être publié ? Il est difficile de donner une réponse précise : on compte généralement 1500 mots traduits/jour. Plus le traducteur est spécialisé, plus il sera rapide dans son travail. Par exemple, un expert dans les sports mécaniques sera déjà familiarisé avec les termes techniques et le temps dédié à la recherche sera réduit.

Après son premier jet, le traducteur va concevoir son fichier Q&A (Questions & Réponses) : un fichier où il va noter ses questions, proposer des suggestions et l’envoyer au client. Le fichier Q&A est un rouage essentiel du processus de traduction, car il permet d’améliorer le texte. En attendant les réponses, le traducteur ne se tourne pas les pouces, il passe à la phase la plus délicate de son travail : la correction du texte.

Après : le traducteur sort son stylo rouge

L’heure de la correction a sonné !

Le premier jet n’est que le brouillon de ce qui deviendra le texte final : il n’est pas publiable en l’état. Vient le temps du travail le plus minutieux, la correction. Elle se divise deux étapes différentes : la relecture et la révision.

La relecture bilingue se fait en relisant la traduction française et en la comparant au texte italien.

Elle permet de confirmer que le vocabulaire choisi est le bon, qu’il n’y a pas de contresens ou de faute de grammaire (quitte à ressortir le Grevisse !). Le traducteur vérifie également que les notions traduites correspondent bien à la réalité, quitte à se replonger une dernière fois dans ses ouvrages spécialisés et sa documentation. C’est aussi le moment de ce qu’on appelle dans notre jargon la localisation, c’est-à-dire l’adaptation du texte aux normes (orthographiques, typographies, culturelles) françaises. Par exemple, mettre les espaces insécables devant un point d’exclamation, un point d’interrogation, des guillemets, etc. Il est également important d’adapter son texte à la culture du pays de réception : une référence qui ferait mouche en Italie pourrait laisser le public français pantois. Ici, le traducteur fait appel à sa culture générale sur les pays de ses deux langues. Il doit évidemment s’intéresser à son domaine de spécialité, mais aussi à ce qu’il se passe dans le pays. En somme, savoir qui est Valentino Rossi (champion MotoGP™) et Sergio Mattarella (président de l’Italie).

Dernière étape : la révision finale.

Avant la révision finale, le traducteur va implanter les réponses de son client contenues dans le fichier Q&A. Dans un monde idéal, cette révision s’effectue 24 h après la traduction. « Laisser reposer » le texte et y revenir 24 h après permet de relire le texte une dernière fois avec un regard neuf. La révision finale est unilingue, c’est-à-dire qu’elle s’effectue uniquement sur le texte traduit, la version française. Lors de cette dernière révision, les changements sont minimes. Elle se concentre principalement sur le style. Il s’agit de le lisser, de le rendre le plus fluide possible pour atteindre l’objectif ultime de tout traducteur : que le lecteur ne se rende pas compte qu’il lit une traduction. Après la révision finale, le traducteur sort son arme ultime : le correcteur orthographique et typographique. Pour corriger des erreurs grammaticales, orthographiques ou typographiques qui auraient échappé à son œil de lynx.

This is the end : la livraison

Son travail fini, le traducteur envoie le texte finalisé au client. Et ensuite ? Le traducteur reste bien entendu à la disposition de son client si ce dernier a des question ou besoin d’éclaircissement. Un changement dans le texte (et on sait pertinemment que les communiqués de presse ont tendance à être remaniés jusqu’à la dernière minute) ? Pas de panique, vous pouvez toujours compter sur votre traducteur préféré. Le service après-vente existe aussi en traduction !😉

Un traducteur spécialisé dans les sports mécaniques est un passionné, d’abord des mots, mais aussi de son domaine de prédilection. Et si la traduction peut paraître ennuyeuse sur le papier, pour lui, traduire est un plaisir renouvelé chaque jour.

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Besoin d’une traduction : deux erreurs à ne pas commettre⛔

La traduction est le parent pauvre de la communication. Mal connue, mal considérée, elle vient souvent en fin de chaîne de la communication. Elle en est pourtant un rouage essentiel. Si une excellente traduction passe inaperçue, une traduction de mauvaise qualité sautera immédiatement aux yeux.

Il est facile de commettre certaines erreurs, par exemple avoir recours à la traduction automatique ou faire traduire en interne par une personne parlant plus ou moins bien le français. Au premier abord, ces deux solutions semblent faciles, rapides, économiques, mais elles comportent des risques majeurs de fautes ou de contresens pouvant nuire à la qualité de la communication. Au lieu de gagner en visibilité, les retours peuvent être négatifs et impacter la réputation de la marque.

Une mauvaise communication engendre à tous les coups une perte de crédibilité et l’image de la marque en pâtit. N’étant plus désirable, n’apparaissant plus comme une marque d’excellence, le public s’en détourne et la conséquence évidente est une perte de parts de marché.

📌L’excellence d’une marque passe par l’excellence de sa communication.

La tentation de la traduction automatique

La traduction n’échappe pas à l’éternel débat « homme contre machine ».

La traduction automatique désigne la traduction brute d’un texte entièrement réalisée par un ou plusieurs programmes informatiques. Si la traduction automatique a fait d’énormes progrès ces dernières années, elle ne remplacera jamais l’expertise humaine. C’est pourquoi tout travail de traduction automatique doit absolument être révisé par un traducteur humain et non publié tel quel.

Premier problème : le contexte

Prenons un exemple concret dans les sports mécaniques. Que ce soit en course automobile ou moto, le vendredi et une partie du samedi sont consacrés aux free practice. Passons notre terme à un traducteur automatique… Le résultat ? Sans commentaire (pire que les sous-titres Netflix !).

Traduit avec Google Translate

C’est là le premier défaut de la traduction automatique : le contexte. Contrairement à la traduction automatique, le traducteur humain va immédiatement reconnaître le contexte général. Pourquoi ? Car il prend en compte l’ensemble du texte, là où la traduction automatique va travailler phrase par phrase sans faire le lien entre elles.

Deuxième problème : l’homogénéité

Un autre exemple, directement issu de mon expérience, dans un texte traitant d’équipements moto, d’une veste plus précisément. Le terme italien capo revient plusieurs fois. Ce terme a plusieurs sens, mais dans ce contexte, il n’a qu’une signification : vêtement. Or, la traduction automatique l’a traduit tour à tour par « patron », « leader », « poste », « élément », « boss », et parfois tout de même par « vêtement »😏. Outre les contresens évidents, la traduction automatique pose le problème d’homogénéité. Un terme doit toujours avoir la même traduction (généralement validée par le client) afin d’obtenir une communication cohérente.

Le traducteur va noter les termes choisis en accord avec le client et les réutiliser dans le futur, contrairement à la traduction automatique qui n’a pas de vision à long terme.

Troisième problème : le style

Un traducteur automatique aura tendance à restituer un texte de manière littérale, là où le traducteur humain va jouer sur la construction ou le rythme, pour rendre l’ensemble plus fluide. Par exemple, l’italien ne craint pas les longues phrases pouvant faire trois lignes, alors que le français aura tendance à couper cette longue phrase en plusieurs parties.

Analysons deux exemples.

Traduit avec DeepL

Ici, nous avons un exemple de la traduction littérale d’un terme qui se transforme en contresens. Retired signifie que Max Verstappen a été contraint d’abandonner la course en raison d’un problème sur sa voiture.

Come può la SF-23 reagire dopo quanto visto a Sakhir? Domanda lecita: è ovvio che la natura dei due progetti è molto diversa e non si può pensare di stravolgere il concetto della monoposto di Maranello. È corretto poi ribadire, come ha fatto lo stesso Fred Vasseur, che il progetto della SF-23 sia tutt’altro che sbagliato.   
Comment le SF-23 peut-il réagir après ce qui a été vu à Sakhir ? Une question légitime : il est évident que la nature des deux projets est très différente et on ne peut pas songer à déformer le concept de la monoplace de Maranello. Il est également correct de rappeler, comme l’a fait Fred Vasseur lui-même, que le projet SF-23 est loin d’être faux.  
Traduit avec DeepL

Ici, le problème est le changement de genre entre l’italien et le français en ce qui concerne le groupe nominal « la SF-23 ». SF-23 est le nom de la monoplace de la Scuderia Ferrari. Qu’on l’appelle monoplace ou simplement voiture, son genre est féminin tant en italien qu’en français.

Comme nous venons de le voir, la traduction automatique a ses limites. Quand elle ne fait pas de fautes de contresens ou de grammaire, elle a tendance à restituer un texte au niveau stylistique pauvre, très éloigné des standards de qualité qu’une marque peut exiger.

De plus, simple machine, la traduction automatique ne retransmettra jamais la passion. Pour que la communication fasse vibrer le lecteur, il faut insuffler dans le texte une dose de passion, et ça, seul un traducteur humain pourra le faire ! 😉

Parler une langue et traduire une langue : 2 choses différentes

Confier sa traduction à un non professionnel est également un pari risqué. La traduction est une véritable expertise : le traducteur possède des compétences différentes du rédacteur. Un bon rédacteur ne fera pas un bon traducteur.

La tentation de confier son texte à une personne qui aurait étudié le français au lycée est grande, mais là encore, les conséquences peuvent être désastreuses pour l’image de la marque.

 Pourquoi ? parce que parler une langue et traduire une langue sont deux choses différentes.

Le traducteur doit toujours travailler vers sa la langue maternelle

Toutes les associations professionnelles, comme la Société Française des Traducteurs, recommandent dans leur code de déontologie de traduire uniquement vers sa langue maternelle. Personne ne maîtrise mieux une autre langue que sa langue maternelle.

Grâce à une immersion depuis la naissance, le traducteur est plus familier avec les nuances et les subtilités de sa langue. Ainsi, il pourra proposer un vocabulaire plus vaste et plus riche afin de trouver la correspondance parfaite. Il aura également plus de facilité à reformuler et à adapter le message.

La traduction est un vrai métier

La traduction fait appel à un éventail de compétences propres au métier. On ne naît pas traducteur, on le devient !

Le traducteur professionnel doit :

  • posséder une connaissance approfondie de la langue de départ ;
  • maîtriser les règles de grammaire, de syntaxe, d’orthographe et de typographie dans la langue d’arrivée (qui varient d’une langue à l’autre) ;
  • savoir adapter son style à la nature du texte et au public visé (notamment grâce au brief de son client et à l’analyse des textes de communication précédents) ;
  • être au fait des différences culturelles entre les deux pays. Un exemple : l’italien a tendance à utiliser le tutoiement, là où le français aurait recours au vouvoiement. Ne pas connaître cette subtilité, c’est prendre le risque de « choquer » le public français qui trouvera le ton de la communication trop familière.

Le traducteur développe toutes ces compétences lors de ses études, au cours de sa carrière et au fil des prestations, afin de les mettre au service de votre marque.

Si au premier abord ces deux solutions apparaissent rapides et économiques, elles comportent plus de risque que d’avantages. Beaucoup ont été tentés et s’en sont mordu les doigts : au lieu de s’adresser directement à un traducteur spécialisé dans les sports mécaniques, ils ont perdu du temps et de l’argent.

Rapidité, économie, qualité : on ne peut pas avoir les trois, il va falloir choisir ! Seul un traducteur professionnel peut vous offrir la qualité exigée pour une excellente communication.

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Keep pushing : les erreurs de compréhension en sport automobile

Quand on cherche à faire traduire sa communication de l’italien au français, la spécialisation du traducteur doit être la priorité. Pourquoi ? Car faire appel à un expert en sports mécaniques (qui se double souvent d’un passionné) garantit le meilleur résultat possible. Tout simplement.

La communication doit être parfaite dans la langue de départ (ici l’italien), mais aussi dans la langue d’arrivée (le français) au risque de desservir l’image de la marque à l’étranger et de freiner le développement à l’international.

Voici quelques exemples d’erreurs rencontrées au cours de mes révisions de textes sur la Formule 1 qu’un traducteur spécialisé dans les sports mécaniques n’aurait pas commises.

Les free practice ne sont pas des entraînements

Erreur rencontrée dans plusieurs textes et même dans les sous-titres de la série Drive to survive de Netflix. Si les pilotes doivent effectivement s’entraîner (qu’il s’agisse de préparation physique ou de simulateur), les fameuses free practice du vendredi et du samedi sont des essais libres. Des sessions où pilotes et écuries mettent au point leurs voitures, peaufinent les réglages, choisissent entre différents trains de pneus. Bref des sessions cruciales pour préparer la qualification du samedi et surtout la course du dimanche.

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Max Verstappen est bon, mais pas au point de se qualifier 7 fois en un week-end !

Dans un texte faisant le compte-rendu d’un week-end de course, je suis tombée sur une phrase annonçant l’exploit de Max Verstappen qui s’était qualifié pas moins de 7 fois ! Sans rien enlever au talent du triple Champion du monde néerlandais, cela est tout bonnement impossible. Ici, la connaissance du sport est indispensable pour s’en rendre compte. Les 7 qualifications de Verstappen me semblant plus qu’étrange, je suis allée vérifier ce qu’il s’était réellement passé. Dans ces cas-là, Wikipedia peut s’avérer fort utile, puisqu’on retrouve le récit détaillé d’un week-end de course (essais libres, qualification, grille de départ, résumé de la course, etc.). Vérification faite, il s’est avéré que le pilote Red Bull s’était simplement qualifié à la 7e position pour la course. L’ordre des choses était restauré.

Red Bull donne vraiment des ailes

Remporter 7 titres mondiaux sur un même circuit ? Difficile, pas impossible !🏆

Dans un texte annonçant le Grand Prix des Amériques à venir, il était question d’une écurie ayant remporté 7 fois le Championnat du monde sur le circuit d’Austin. Là encore, pour le non-initié, aucun problème ; mais pour le professionnel averti, cela paraît peu probable même si l’on parle de l’une des meilleures écuries du monde. Pour se rendre compte de l’erreur, il faut avoir en tête le calendrier d’une saison de F1 : beaucoup de Grands Prix se déroulent à la même époque de l’année. Par exemple, traditionnellement, avant la pandémie de Covid-19, la saison s’ouvrait en Australie, plus précisément à Melbourne depuis 1996. Si la course américaine se trouve généralement en fin de saison, remporter 7 fois le titre sur les terres américaines serait un sacré exploit et pour cela, il faudrait avoir une sacrée avance sur ses concurrents, comme Lewis Hamilton en 2019. Il suffit de vérifier les résultats des différentes années pour se rendre compte de l’erreur : il s’agissait de 7 victoires en course et non de 7 Championnats du monde remportés.

Le diable (de la vitesse) se cache dans les détails

L’œil aiguisé du traducteur expert va s’arrêter sur des erreurs minimes qu’un non-spécialiste laisserait passer. Par exemple, repérer une faute au nom de Niki Lauda (Nikki au lieu de Niki) ; savoir que COTA (le circuit d’Austin) signifie Circuit Of The Americas et non simplement Circuit of America ; savoir faire la différence entre Carlos Sainz Senior et Carlos Sainz Junior (le père est double champion du monde de rallye et a remporté 4 fois le Paris-Dakar, le fils est pilote de Formule 1 pour la Scuderia Ferrari).

à gauche le père, à droite le fils

Si le succès est difficilement quantifiable en traduction, les erreurs sautent aux yeux et peuvent mettre mal l’image d’une marque ou d’une écurie, voire la décrédibiliser. C’est pourquoi s’adresser à un traducteur spécialisé dans les sports mécaniques est essentiel.

Je baigne dans les sports mécaniques depuis toute petite. Dès le début de ma carrière, j’ai eu la chance d’allier passion et traduction. Ma passion nourrit mon métier et me permet de comprendre immédiatement et précisément les attentes de mes clients.

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Les 6 critères essentiels du traducteur spécialiste en sports mécaniques

La traduction est une véritable expertise : il ne suffit pas de parler une langue plus ou moins bien pour être capable de la traduire. La traduction nécessite des compétences linguistiques et rédactionnelles, mais demande également d’autres qualités peut-être moins évidentes. Quelles qualités rechercher chez un traducteur spécialisé dans les sports mécaniques ?

Voici les 6 critères essentiels du traducteur qui fera vibrer votre communauté.

✅Critère 1 : être passionné par les sports mécaniques

Pour traduire dans le domaine des sports mécaniques, il faut être passionné. En effet, un traducteur spécialisé travaille 90 % du temps sur des textes consacrés à son domaine de prédilection. La passion est donc essentielle pour éviter de se lasser.

De plus, être passionné par le domaine que l’on traduit permet de se plonger sans mal dans des ouvrages techniques parfois obscurs. Il faut être enthousiaste à la perspective de passer ses soirées à étudier la mécanique des fluides, la technologie fonctionnelle de l’automobile ou la composition d’un pneu 😄!

Mais la passion permet aussi de rendre un texte vivant, de lui conférer une certaine saveur. Si le traducteur vibre devant un Grand Prix de Formule 1, il pourra transmettre toutes les émotions ressenties aux lecteurs.

La passion c’est aussi faire des banderoles
Critère 2 : être disponible même le week-end

Traduire pour les sports mécaniques signifie généralement travailler le week-end. La saison 2024 de Formule 1 compte 24 Grands Prix, tandis que 21 courses seront organisées en MotoGP™. Et c’est sans compter les épreuves du WEC, le Championnat d’endurance.😓

Les courses se déroulant du vendredi au dimanche, les besoins de communication (donc de traduction) sont nombreux pendant ces trois jours. Il faut également inclure le jeudi (communément appelé le media day) où pilotes, directeurs d’écuries et membres des équipes donnent des interviews aux médias (spécialisés et généralistes) et le lundi où les écuries, les manufacturiers et les équipementiers publient des communiqués de presse sur les résultats du week-end.

Il faut donc oublier la traditionnelle semaine travaillée du lundi au vendredi et se rendre disponible le week-end pour répondre au mieux aux besoins de communication de son client. Ainsi, le traducteur spécialisé dans les sports mécaniques sera « d’astreinte » tout le week-end, comme cela m’est souvent arrivé.

Critère 3 : être un rat de bibliothèque

Si être passionné est essentiel, ne rater aucune course de la saison (que ce soit la Formule 1, la MotoGP™ ou le WEC) ne suffit pas pour devenir un traducteur spécialisé dans les sports mécaniques.

La technique joue un rôle fondamental dans ces sports. Il faut connaître sur le bout des doigts les différents éléments composant une monoplace ou une moto, les matières utilisées pour réaliser une combinaison, comment est fabriqué un pneu, etc.

Cela signifie que le traducteur va passer ses soirées à se constituer un glossaire terminologique ou à étudier tous les aspects des sports mécaniques (oui, aussi la mécanique des fluides…), qu’il va courir les libraires spécialisées à Paris et Milan ou arpenter les couloirs d’une bibliothèque universitaire pour dénicher l’ouvrage dont il a besoin.

Critère 4 : être curieux

Cette qualité va de pair avec notre 3e compétence.🧐

Si en sports mécaniques, regarder un Grand Prix peut être considéré comme de la recherche, cela ne suffit pas. Il faut aller plus loin, se munir d’un carnet et d’un crayon pour noter toutes les notions évoquées et méritant d’être approfondies.

Au-delà des connaissances techniques, le traducteur spécialisé doit posséder une culture générale dans son domaine. Par exemple, il doit connaître les grands pilotes de l’histoire comme Niki Lauda, Giacomo Agostini, Michael Schumacher, Valentino Rossi… Même si cette culture générale ne lui servira peut-être pas dans son travail quotidien, elle lui permet d’accumuler des connaissances pour assoir son statut d’expert.

Pour la culture (dans le sens horaire) : 1. Niki Lauda, 2. Giacomo Agostini, 3. Valentino Rossi, 4. Michael Schumacher
Critère 5 : avoir l’esprit d’équipe

Même si la traduction est un métier solitaire et que la technologie moderne permet de mettre en contact les marques italiennes avec les traducteurs français, le linguiste doit être en mesure de collaborer étroitement avec le département communication de son client. Les deux parties doivent travailler ensemble sur les textes.

Le traducteur doit être disponible pour les questions de ses clients ou les changements intégrés avant publication (souvent à la dernière minute). Le client quant à lui doit être prêt à répondre aux demandes de précision du traducteur pour lui permettre d’effectuer son travail dans les meilleures conditions possible.

Une collaboration étroite entre le client et le traducteur est fondamentale quand on veut une communication d’excellente qualité. Plus que l’esprit d’équipe, le traducteur doit avoir aussi de l’empathie. Il doit considérer la marque de son client comme sa marque, se considérer comme un collaborateur interne.

Critère 6 : avoir une belle plume

Last but not least, le traducteur doit avoir des compétences rédactionnelles. Cela peut paraître évident pour quelqu’un qui travaille avec les mots, mais en plus des compétences linguistiques indispensables, le traducteur doit savoir écrire.

Plus précisément, il doit être en mesure d’adapter son style au public à qui s’adresse la communication, au tone of voice du client, au type de publication (on ne traduit pas de la même manière un communiqué de presse et une newsletter par exemple). Pour résumer, le traducteur doit être un magicien des mots.

Il doit être capable d’analyser la syntaxe, de changer l’ordre des mots ou la construction d’une phrase pour rendre le style plus fluide (par exemple, la langue italienne est friande des longues phrases, là où le français préfère plusieurs phrases courtes). Paradoxalement pour quelqu’un qui travaille avec les mots, il doit avoir « l’oreille » pour repérer immédiatement les tournures qui « sonnent faux » ou qui accrochent la langue (c’est pourquoi beaucoup de linguistes effectuent la dernière relecture à voix haute).

Tout cela pour atteindre l’objectif ultime de la traduction, que le lecteur ne se rende pas compte qu’il est en train de lire un texte traduit.

Le linguiste idéal existe-t-il ? En réalité, le traducteur parfait est celui qui saura parfaitement répondre aux besoins de communication de son client et sera en harmonie avec ses valeurs.

Mon expérience dans le domaine, mais surtout la passion qui m’anime depuis des décennies, fait que je saurai vous accompagner sur tous les circuits du monde (même à distance) pour vous permettre de communiquer directement avec votre public français.

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Faites de la traduction l’atout gagnant de votre course 🏆

Tout comme les mécaniciens qui mettent au point la voiture ou la moto, le pitwall qui définit la stratégie, le traducteur est un pion essentiel de votre équipe et de votre communication.

Pourquoi s’adresser directement à sa communauté française dans sa propre langue ? Parce que la passion se partage, tout simplement !

Je vous emmène au cœur de l’action en vous dévoilant tous les secrets d’une prestation réussie ! Découvrez les épisodes de la série « vis ma vie de traductrice » !

Épisode 1 : besoin & disponibilité

En début de semaine, un client m’appelle pour vérifier ma disponibilité pour le week-end lors du Grand Prix d’Italie. L’un des pilotes italiens a réalisé une livrée spéciale de son casque à l’occasion de sa course à domicile. Ce client a besoin de moi pour une traduction urgente : le communiqué de presse arrivera le vendredi soir, après dîner, et la traduction doit être prête samedi matin pour être distribuée à la presse présente sur le circuit avant les qualifications.

La demande ne me prend pas au dépourvu. J’ai l’habitude de travailler pour les sports mécaniques et je sais que je risque d’être « réquisitionnée » le week-end (comme cela m’est souvent arrivé pour d’autres prestations) ! D’ailleurs, au début de chaque saison, je note dans mon agenda les calendriers Formule 1, MotoGP et WEC. Je sais également que je vais devoir travailler en étroite collaboration avec le service de presse.

Épisode 2 : obstacles & solutions

Bien sûr la traduction n’est pas sans embûches, des obstacles apparaissent.

Le premier ? Le pilote est superstitieux : il attend donc la dernière minute pour dévoiler la livrée spéciale (même à son équipementier). Le communiqué de presse annoncé pour le vendredi soir arrive généralement dans la nuit. Il ne faut donc pas oublier le réveil le samedi matin, être prête à traduire à 8 h et envoyer la traduction à temps.

Deuxième obstacle : entre la superstition du pilote et le problème de confidentialité, je n’ai accès à aucune photo. Je dois donc traduire la description du casque, ses motifs, sa palette de couleurs sans visuel. Dans ce cas, bien connaître le pilote et la culture de son pays est essentiel, sans oublier les références à la pop culture. Le schéma détaillé d’un casque peut aussi être utile : l’avoir sous les yeux permet d’éviter de longues recherches terminologiques en cas de doute et de gagner du temps.

Épisode 3 : suspens & révélation

Après avoir envoyé ma traduction (souvent la 4e version car, entre-temps, des changements ont été apportés au communiqué de presse, et ce jusqu’au dernier moment), j’attends avec une impatience mêlée d’anxiété l’heure des qualifications pour découvrir en même temps que le public la livrée spéciale (pas de passe-droit pour les traducteurs !) Ouf, les motifs décrits correspondent bien au graphisme du casque. Je vois ma traduction et mes mots prendre forme en direct sous mes yeux.

Devant mon écran, je suis fière d’avoir participé (même dans l’ombre) à un moment de communion entre le pilote et ses fans français qui ont pu découvrir en même temps que les tifosi italiens la livrée spéciale grâce aux détails divulgués dans la presse. Plus tard, l’équipementier va permettre au public d’acheter une replica du casque et les éléments traduits seront réutilisés dans la fiche produit (qui sera agrémentée des caractéristiques techniques).

Épisode 4 : Follow-up & accompagnement

Être là pour son client est aussi important que savoir traduire. Le client doit savoir qu’il peut compter sur son traducteur : c’est un souci en moins dans un week-end particulièrement chargé, entre interviews, conférences de presse, communiqués, publications sur les réseaux sociaux. La disponibilité (même un vendredi soir ou un samedi matin) de son traducteur de confiance lui permet d’organiser sereinement son travail.

Ma satisfaction est bien sûr d’avoir réalisé une traduction parfaite, mais aussi d’accompagner le client en cas de besoin et de l’épauler dans sa communication. Partager la même passion pour les sports mécaniques est une valeur ajoutée : je parle la même langue que mon client et comprends parfaitement les subtilités de ce sport.

Voilà ce que c’est de traduire pour les sports mécaniques : suspens, adrénaline et passion !

J’ai la chance de pouvoir allier passion pour les sports mécaniques et traduction dans mon quotidien. Quand j’encourageais Valentino Rossi devant ma télé, Je n’aurais pensé que je participerais à ma manière à l’histoire des sports mécaniques !

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